Mi è capitato di voler togliere il micro per una settimana una volta... i primi due giorni ti senti più libero... poi devi farti la Lantus in piedi nel bagno di un ristorante e cambi idea!
elio
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Lorenzo
“Con due bambini. la fatica aumenta. afferma Lorenzo 35 anni, pugliese, “Se hai un bambino puoi fare i turni con tua moglie, se ne hai due... puoi solo scambiarteli”. (Foto di archivio)
 
Senza compromessi

I figli vengono sempre al primo posto, e Lorenzo non voleva certo scendere a compromessi. Avendo bisogno di flessibilità ha scelto di trattare il suo diabete con un microinfusore.


Il 17 ottobre è nato il primo figlio di Lorenzo, il 10 è stato il primo giorno con il microinfusore. Una coincidenza ma anche una 'benedizione’ per il 33enne geometra pugliese. «Io credo che senza il microinfusore avrei dovuto scegliere fra seguire le esigenze del bambino e quelle della glicemia. Il che significa, visto che i bimbi vengono sempre primi, fare dei compromessi con l'equilibrio glicemico», afferma Lorenzo, «con il microinfusore invece questa scelta non si deve fare». Lo si può capire Con un bambino piccolo in casa gli orari non esistono più. «Prima si riusciva a mangiare all'ora giusta, fare l'insulina quando era necessario. Ora figuriamoci, gli orari li decidono loro».

Da pochi giorni, due anni dopo il primo, è nato anche il secondo figlio. Cosa cambia?
Eh... cambia, cambia. La fatica aumenta. Se hai un bambino puoi fare i turni con tua moglie, se ne hai due... puoi solo scambiarteli. Scherzi a parte, l'impegno rimane alto. Per fortuna il problema diabete che prima era predominante ora, da quando ho il micro, è passato in secondo piano. E c’è anche un altro aspetto. Le glicemie sono ottime: da quando ho il microinfusore non ho mai superato il 7% di emoglobina glicata e questo, ammettiamolo, dà serenità. quando nasce un figlio si guarda al futuro lontano.

E avere glicemie praticamente normali permette di guardarlo a viso aperto!
Certo, hai tranquillità e flessibilità. Prendiamo il pranzo. Con due bimbi di cui uno piccolissimo hai poco da fare. Se fra il primo e il secondo uno ha una colica devi smettere e pensare a lui. A quel punto io faccio i boli sulla base di quello che sto mangiando o ho appena finito di mangiare. Così non rischio niente. Mi sono anche impadronito del calcolo dei carboidrati e quindi sono a posto. Mi posso anche permettere due o tre sfizi che prima mi proibivo.

E sul lavoro?
Anche lì i vantaggi si vedono. Prima dovevo correre a casa alle due per fare insulina e subito pranzare. Se arrivavo alle tre mi ritrovavo con 280 di glicemia e poi passavo la giornata a cercare di rimetterla a posto. Io lavoro come supervisore del committente nei cantieri. Quasi ogni giorno sono in giro e il cantiere non è come una pratica da ufficio che puoi sbrigare oggi oppure domani. Allora per esempio, non puoi tornare a pranzo perché devi assistere il getto del calcestruzzo? Ieri era un problema oggi non lo è. Posso anche dire che se prima pensavo 80% al cantiere e 20% alla mia glicemia ora posso concentrarmi al 100% su quello che faccio. Ho avuto anche fortuna, devo dire...

In cosa?
Ho avuto fortuna, io e il mio diabetologo, abbiamo imbroccato subito lo schema basale corretto. E la fortuna è stata anche di vivere in una città che ha un ottimo Servizio di diabetologia con un diabetologo giovane ed entusiasta di questo tipo di terapia che è un po‚ un amico. E poi fortuna che il mio diabete è esordito tardi, a 30 anni.

Quasi aspettava che si diffondessero i microinfusori!
Forse! Certo che la mia vita era tutta un inseguire le glicemie e i ritmi dello schema insulinico. Ora è il contrario. Faccio la vita che devo fare e l'insulina mi segue. Se mi prendo un cornetto a metà mattina è perché ho voglia di farlo, non perché se no rischio l'ipoglicemia. C’è una bella differenza!

Ultima modifica: 17/12/2009

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