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A Cecina è nata una delle più attive associazioni di ciclo turismo italiane la Mtb Cecina, famosa fra gli appassionati perché ha vinto (e Ubaldo era nel Team) il campionato italiano a squadre di cicloturismo e come organizzatrice della 50 km ‘Granfondo Costa degli Etruschi’, una gara alla quale partecipano ogni anno 1500 persone. Inutile dire che Ubaldo è fra gli organizzatori. Il suo impegno si divide fra l’associazione dei mountain bikers, l’attivo sodalizio delle persone con diabete di Cecina e la sua nuova passione sportiva: lo spinning. Il tutto a margine della professione: Ubaldo, laureato e specializzato a Pisa, è anestesista all’ospedale di Cecina.
Che cosa è lo spinning? Lo spinning sta alla cyclette come la mountain bike sta alla classica bici. Si svolge al chiuso in ambienti caratterizzati da luci ridotte e da una ottima acustica. A bordo di cyclette particolari si pedala tutti insieme accompagnati dalla musica.
E piace? Moltissimo. Prima di tutto lo spinning si può fare in ogni stagione dell’anno e ogni giorno, mentre per una bella passeggiata in bici va via mezza giornata. E poi… ha un fascino particolare. Ho iniziato come allenamento per la mountain bike ma ora è una passione in sé. Tra l’altro sono convinto che si tratta di una specialità ideale per le persone con diabete e sto cercando di convincere l’associazione diabetici di Cecina a promuoverlo. Nel frattempo ho preso anche il brevetto di istruttore di spinning.
Lei porta il microinfusore… Da quando ho esordito con il diabete nel 1970, avevo dieci anni, penso di aver provato tutto ciò che c’era di innovativo. All’inizio non era molto: c’erano le siringhe in vetro da bollire, le glicemie si facevano solo in ospedale… ma ero seguito molto bene e provai uno dei primi infusori (vista la loro dimensione non userei il prefisso micro). Era il 1982 e andai avanti per sette anni. Poi passai alle penne, anche perché questi strumenti non erano pagati dalla mutua ma dai miei genitori, costavano cifre enormi e si guastavano facilmente. Comunque ho sempre cercato il meglio. Oggi uso uno Spirit.
La tecnologia è cambiata molto… Sì, ma soprattutto ha costretto a cambiare il modo di vedere e curare il diabete. Quando ero bambino mi curava il professor Morsiani di Ferrara. Era il diabetologo più famoso e all’avanguardia del tempo ma la sua frase preferita era: “La vita del diabetico deve essere regolare come un orologio”. Al tempo era davvero così. Oggi nessuno si sogna di dire una cosa del genere. Se sei in grado di controllare il tuo diabete e hai gli strumenti necessari puoi adattare la terapia alla tua vita, quale che sia.
Il microinfusore è utile per chi fa attivià sportiva? Sicuramente. Vede, se si svolge una attività fisica lunga e faticosa, il fabbisogno di insulina tende a calare progressivamente. Senza il microinfusore è difficile seguire questa evoluzione. Con il micro invece si programma un profilo basale coerente, ora per ora, con lo sforzo. Ovviamente bisogna controllarsi. Prima di iniziare e ogni ora, facendo, se del caso, boli di correzione o integrando con degli snack l’apporto calorico. Altrimenti… non ce la fai.
Insomma bisogna tenere tutto sotto controllo Chi fa ciclo turismo, o maratone, o gare di fondo con gli sci… tutte le persone appassionate di sport di resistenza si comportano come me. Se vuoi arrivare fino in fondo devi rispettare le esigenze del tuo corpo e assecondarle. Altrimenti non ce la fai. Diabete o non diabete fa lo stesso. Anzi…
Anzi? Anzi, la persona con diabete parte già con la forma mentis giusta: l’autocontrollo. Sapere sempre da dove parti, dove vai e che strada farai per arrivarci. A quel punto vedere se hai le risorse necessarie e se non le hai te le procuri.
Si dice che col tempo le persone con diabete fanno meno controlli, pensano di sapere già che glicemia hanno… Se fai sempre le stesse cose in effetti non hai bisogno di misurare la glicemia ogni due ore. Ma se hai una vita un minimo variata, allora hai bisogno di tante glicemie e le 100 striscette al mese che passa la Usl finiscono presto.
Portare il micorinfusore non le dà problemi? In ospedale, tra gli amici, sanno tutti che ho il diabete e, ovviamente, non c’è nessun problema. In bici capita che spunti fuori dalla maglietta e allora qualcuno che non lo sa chiede che cos’è.
E lei cosa risponde? Se ho tempo e voglia e mi sta simpatico gli spiego per bene di cosa si tratta.
E se no? Gli dico che è una pompetta per il Viagra!
Ultima modifica: 17/12/2009 |
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