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I livelli di emoglobina sono più alti nel DM1?

L'anemia è una delle possibili complicanze del diabete, dovuta almeno in parte al danno renale. Il rene, infatti, produce un ormone, l'eritropoietina, che stimola il midollo osseo a fabbricare nuovi globuli rossi.
Nelle persone con diabete, però, è possibile anche la condizione opposta, cioè un eccesso di emoglobina e/o di globuli rossi. Questo stato può avere conseguenze sulla capacità di coagulazione del sangue, sulla facilità cioè che si formino dei piccoli coaguli (trombi/emboli) a livello dei vasi sanguigni. Le persone con diabete tipo-1, soprattutto le ragazze durante l'adolescenza, possono avere dei valori di emoglobina più alti di quelli dei loro 'coetanei' non diabetici. Le ragioni di questo aumento non sono del tutto note. Si ipotizza che potrebbe essere dovuto a un effetto 'stimolante' dell'insulina sul midollo osseo, oppure a un aumento dei livelli di testosterone, che a sua volta stimola il midollo osseo.
 
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19918013
 
Conway BN et al. Diabetes Care. 2009 Nov 23.

L'ipertensione nascosta

La pressione alta (ipertensione) è una condizione molto comune, potenzialmente rischiosa (è un fattore che aumenta la probabilità di ictus) e sicuramente dannosa per l'organismo (ne soffrono tutti i vasi sanguigni arteriosi che tendono ad irrigidirsi e a chiudersi, e i reni che col tempo possono funzionare sempre meno). Nelle persone con diabete tipo-1 si possono verificare dei rialzi notturni della pressione sanguigna (oppure non avviene l'abbassamento fisiologico della pressione durante il sonno). Queste alterazioni, spesso, non essendo associate ad un aumento della pressione durante il giorno, comunemente non vengono misurate se non attraverso un monitoraggio continuo (Holter pressorio). Se non rilevate, le alterazioni, non verranno nemmeno trattate, aumentando così il rischio di complicanze (per esempio di retinopatia diabetica).

 
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19926157
 
Rodrigues TC et al. Diabetes Res Clin Pract. 2009 Nov 17.

Strategie di ottimizzazione dei boli alimentari

La terapia con microinfusore permette di modulare la somministrazione dell'insulina adattandola ai singoli individui ed alle varie esigenze che si presentano nell'arco della giornata o della settimana (pasti più o meno abbondanti, attività fisica, etc.). Il concetto fondamentale su cui si basa questo trattamento insulinico è che l'organismo ha bisogno di una quantità minima di insulina costante nelle 24 ore (basale) e di dosi aggiuntive in corrispondenza dei pasti (boli). Questo schema (basale/boli) è stato anche adottato nella terapia multiniettiva e costituisce oggi lo standard di riferimento.
Il bolo 'a onda doppia' è una soluzione implementata nei microinfusori di ultima generazione composta da due somministrazioni: un'infusione istantanea (bolo vero e proprio) ed una nell'arco di alcune ore (una sorta di basale modificata temporaneamente). Il principale vantaggio è di permettere un miglior controllo della glicemia post-prandiale riducendone le oscillazioni.

 
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20063022
 
Klupa T et al. Acta Diabetol. 2010 Jan 9.

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