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Fabbisogno insulinico in gravidanza

La gravidanza è un impegnativo 'test da sforzo' per il metabolismo del nostro organismo e questo è sicuramente ancora più valido in caso di diabete di Tipo-1. Per quanto flessibile e personalizzata, la terapia insulinica è comunque un'approssimazione del funzionamento fisiologico del pancreas; esiste quindi la concreta possibilità che, in diverse fasi della gestazione, l'insulina sia eccessiva o insufficiente. Uno studio di ricercatori spagnoli ha rilevato che, durante la gravidanza, le donne con DM1 hanno variazioni importanti del fabbisogno insulinico, con due picchi, intorno alla 9° e alla 37° settimana di gestazione ed una riduzione intorno alla 16°. Il mancato riconoscimento di questa dinamica espone la donna al rischio di ipoglicemie significative, soprattutto nel periodo tra la 9° e la 16° settimana, quando il fabbisogno insulinico è particolarmente variabile.

 
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20013109
 
García-Patterson A et al. Diabetologia. 2010 Mar;53(3):446-51.

Danno endoteliale nel diabete di tipo-1

Uno dei punti cruciali delle complicanze del diabete riguarda i vasi sanguigni e in particolare il danno che subiscono le cellule che rivestono l'interno dei vasi, le cellule endoteliali. Fino a non molto tempo fa si pensava che queste cellule avessero solo una funzione di rivestimento, al massimo si attribuiva loro le capacità di controllare ciò che doveva entrare o uscire dal vaso. Oggi sappiamo che, in realtà, queste cellule fanno molto di più, intervenendo nella coagulazione e nel controllo del flusso sanguigno, per esempio, attraverso la produzione e secrezione di numerose molecole attive a distanza (ormoni) o in prossimità (citochine). Uno dei primi segni di danno endoteliale è rappresentato da un aumentato 'turnover' delle cellule che lasciano la parete dei vasi per entrare in circolo. Questo accade nel diabete di tipo-1 come nel diabete di tipo-2 ed è correlato con i livelli glicemici nel sangue.

 
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20061332
 
Asicioglu E et al. Eur J Endocrinol. 2010 Apr;162(4):711-7.

Microinfusore: cosa cambia con lo sviluppo

Il trattamento insulinico degli adolescenti presenta molte difficoltà, legate in primo luogo alla quantità e alla velocità dei cambiamenti che i ragazzi e le ragazze affrontano in questa fase della vita. Questo spiega, almeno in parte, la difficoltà a raggiungere, e soprattutto a mantenere, un controllo metabolico ottimale. I parametri di insulinizzazione (dose giornaliera, basale, numero ed orari dei boli) cambiano durante la pubertà e vanno controllati frequentemente per adattare al meglio la terapia. I ragazzi e le ragazze più grandi hanno, per esempio, bisogno di più insulina nella seconda parte della notte/primo mattino (tra le 2-3 e le 7) mentre quelli più piccoli tra mezzanotte e le 2. Il massimo di basale è richiesta nel gruppo degli adolescenti più grandi tra le 2 e le 3 e tra le 5 e le 6 del pomeriggio, a differenza dei piccoli che lo richiedono la mattina (tra le 9 e le 12) e nel primo pomeruggio (tra le 2 e le 4). Infine, il numero di boli 'extra' aumenta con l'aumentare dell'età.

 
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20001677
 
Shashaj B & Sulli N. Diabetes Technol Ther. 2009 Dec;11(12):767-74.

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