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| Sovrappeso/obesità peggiorano il DM1
L'"epidemia" di sovrappeso e obesità infantile sta modificando la storia naturale del diabete di tipo-1 (DM1) peggiorandone sensibilmente il quadro clinico e le aspettative di salute. In passato, i bambini con DM1 si presentavano magri all'esordio della malattia, tanto che il trattamento insulinico, in una prima fase, spesso ne aumentava il peso. Oggi non è più così. Uno studio recente che ha coinvolto circa 300 soggetti tra bambini e ragazzi (intervallo di età 3-18, età mediana 12,8 anni, durata del diabete 5,3 anni), ha rilevato che quasi il 40% dei soggetti soffriva di eccedenza ponderale/obesità. I soggetti sovrappeso/obesi hanno una probabilità circa 4 volte superiore di essere ipertesi e di sviluppare la sindrome metabolica rispetto ai ragazzi normopeso. Questi dati suggeriscono l'opportunità di valutare il rischio cardiovascolare anche in soggetti così giovani affetti da DM1.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20223481
van Vliet M et al. J Pediatr. 2010 Mar 9. [Epub ahead of print]
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| Memoria metabolica e retinopatia diabetica
Il nostro metabolismo è un sistema complesso che comincia ad essere 'impostato' nelle primissime settimane di vita intrauterina. Una volta fatta la 'messa a punto', i valori di funzionamento dei principali parametri tendono a rimanere costanti nel tempo, anche se mutano le condizioni ambientali (es. ingresso e uscita di calorie). Questa 'inerzia o memoria metabolica' spiega alcuni fenomeni importanti, come ad esempio il perdurare degli effetti di un trattamento insulinico intensivo anche dopo il ritorno a un trattamento standard. L'ennesima conferma di questa ipotesi viene fornita da un lavoro sull'incidenza di retinopatia diabetica nelle persone che avevano partecipato allo studio DCCT (Diabetes Control and Complications Trial). E'emerso che il livello di glicemia pre-trattamento è il principale fattore determinante e che, l'effetto della riduzione della glicata si fa sentire in media 5 anni dopo. E' importante perciò non far aumentare la glicata e, se alta, ridurla il prima possibile. Gli effetti della riduzione aumentano con il passare del tempo.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20237754
Lind M et al. Diabetologia. 2010 Mar 18. [Epub ahead of print]
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| Microinfusore: il coinvolgimento dei genitori
Esiste un momento critico, negli adolescenti che utilizzano il microinfusore, che si colloca a circa 2 anni dall'inizio di questa modalità di trattamento insulinico intensivo. Nella prima fase, la glicata (HbA1C) tende a scendere, mentre dopo circa due anni la riduzione si fa più lenta, si arresta o, in alcuni casi, cambia di segno (la glicata risale). Uno dei fattori che condizionano questo decorso è rappresentato dal grado di coinvolgimento dei genitori dei ragazzi con DM1. Il microinfusore può dare l'impressione di essere uno strumento che 'va da sé' e questo può ridurre l'attenzione dei ragazzi e dei genitori, i quali, più che comprensibilmente, provati dalle mille incombenze della terapia iniettiva, possono 'rilassarsi' una volta passati al trattamento insulinico con CSII. Mantenere invece un alto grado di coinvolgimento è importante per i risultati metabolici sul medio-lungo periodo.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20219778
Wiebe DJ et al. J Pediatr Psychol. 2010 Mar 10. [Epub ahead of print]
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