Dialoghi | Le aspettative giuste




 
Le aspettative giuste



Laureata e specializzata in Diabetologia a Milano con il professor Guido Pozza, Tiziana Romanelli lavora all'Ospedale Santa Chiara di Trento nel Servizio di Diabetologia dove segue in particolare le persone con diabete in terapia con microinfusore. L'ospedale di Trento che è Centro di riferimento nella provincia autonoma di Trento per il Diabete prescrive i microinfusori fin dal 1987!
È vero quel che mi ha detto l'infermiera, che mi darete il microinfusore? È fantastico. Ero proprio stufo di fare controlli, iniezioni e stare sempre lì a decidere cosa fare... Certo, l'idea di essere sempre attaccato a una macchina non è che mi faccia impazzire, ma il resto...
Un attimo, un attimo Andrea, tu forse confondi un po' le cose. Sul timore di aver sempre “qualcosa attaccato” ti posso solo dire che questo aspetto, nella vita di chi già usa il microinfusore, incide pochissimo. Quanto al resto: attenzione a non avere aspettative eccessive. Il microinfusore ti risparmia le iniezioni è vero, ma non certo i controlli della glicemia, anzi ne dovrai fare di più. E si guarda bene dal decidere al posto tuo boli e basali. Secondo me tu hai in mente il cosiddetto 'pancreas artificiale' che è l'obiettivo al quale la tecnologia e la diabetologia stanno lavorando da almeno trent'anni ma che non è ancora una realtà.

Ah, e quindi...
Quindi sia i boli in preparazione di un carico di glucosio, i cosiddetti boli preprandiali, sia quelli che servono per abbassare una glicemia alta, i boli di correzione, vanno valutati, decisi da te e impostati, magari con qualche supporto ma da te. Non pensare di poterli delegare a una 'macchina' per quanto tecnologicamente avanzata.

Dove sta il vantaggio allora?
Ci sono mille vantaggi: il vantaggio più macroscopico è che, essendo l'insulina infusa direttamente sottocute da un agocannula che va cambiata ogni due-tre giorni, non c'è bisogno di fare 4 o 5 iniezioni al giorno. Ma soprattutto la differenza la avverti in termini di qualità della vita e di flessibilità. Mi spiego. Se esci con gli amici e loro prendono un gelato tu cosa fai? Ti fai una iniezione di una unità di insulina? Troppo complicato. Probabilmente no, non lo prendi e basta. Con il microinfusore invece basta calcolare a quante unità di insulina corrisponde quel gelato, e imparerai a farlo con una buona approssimazione e ti basterà premere un pulsante per ottenere l'erogazione. Non devi adeguare la tua vita alla terapia ma viceversa. Aggiungiamo poi che,
essendo il microinfusore la modalità di assunzione dell'insulina più vicina a quella fisiologica, possiamo attenderci un miglioramento significativo sia nella media dell'emoglobina glicata, sia nella variazione glicemica. Con tutta probabilità avrai meno ipo e meno iperglicemie. Però...

Andrea, 16 anni, studente.

C'è un però?
Sì. Dovremo impegnarci tutti affinché tu apprenda come usare al meglio il microinfusore, altrimenti vanifichiamo le potenzialità che può avere. Questo significa imparare il calcolo dei carboidrati e imparare a fare bene i boli di correzione. All'inizio poi ci vorrà un certo impegno per trovare lo schema insulinico basale giusto o un insieme di schemi basali. Prescrivere un microinfusore rappresenta un investimento importante da parte nostra nei tuoi confronti, in termini di tempo e di risorse economiche, è bene che tu ne sia cosciente. Dovrai impegnarti anche tu facendo molti controlli. Libertà e qualità della vita, dopotutto, hanno un prezzo.

Ultima modifica: 15/06/2010

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