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‘Non mi tange’, dicono i ragazzi oggi, per dire, ‘non mi interessa’, ‘non mi colpisce’. E avere il diabete a 16 anni ‘tange tutto e non tange nulla’ sintetizza in maniera felice Marco, 16 anni studente al Liceo scientifico. Il microinfusore però ‘tange’ cambia qualcosa anzi molto: «Il microinfusore non fa passare il diabete ma migliora quasi tutto, con lui è una cosa diversa», afferma Marco, «riprendi il controllo, puoi fare cose che prima non facevi».
Per esempio? Mah, la prima cosa che mi viene in mente è il gelato la sera. D’estate si esce e, a una certa ora, è il momento del gelato. Se hai il diabete e non hai un microinfusore il gelato non lo pigli. Se hai il microinfusore lo prendi. Più o meno i gelati sono tutti uguali e impari presto quante unità devi fare per ‘coprirlo’. Ti godi il gelato la sera e la compagnia e a casa vai a letto sereno con delle glicemie decenti.
Gli amici? Ovviamente sanno tutto del diabete, se no che amici sarebbero? Ma col microinfusore è un successone, “fammelo vedere”, dicono, “ma come funziona?” Neanche fosse l’ultimo modello di cellulare.
A scuola? A scuola non cambia molto, si sta seduti sui banchi come prima. Il microinfusore non ti fa capire meglio il latino.
Abbassa le medie glicemiche ma non alza quelle scolastiche. E infatti così e successo: la glicata è migliorata, la scuola è rimasta uguale. Eppure ci potrebbe essere un modo di mettere nella memoria del microinfusore che so: versioni di latino tradotte, formule...
Scherzi a parte, lo sport? Il mio sport principale è il calcio, durante le partite lo tolgo perchè faccio il portiere e rischio di prendere una pallonata.
Ruolo di tutto riposo il portiere. Se la squadra funziona. Se tutti sono nell’altra metà del campo, devi correre verso la palla, saltare di qua e di là. E poi prenderti la colpa di ogni tiro che entra in porta. Nessuno che mai si domandi come mai la palla era nell’area sbagliata. Comunque al di là delle partite ‘formali’ è il micro ti aiuta in quelle partitine improvvisate che si decidono all’ultimo momento. Basta ridurre la basale e tutto va a posto. È proprio un’altra vita.
Che rapporto hai con il microinfusore? Ottimo, è davvero un amico. Più di un amico, perché qualsiasi cosa faccio la fa con me e dopo ne discutiamo insieme...
Come: ‘ne discutiamo’? Sì, lui sa tutto ormai di me: vita, morte e miracoli. Magari mi chiedo: vediamo un po’ che bolo avevo fatto ieri sera o quante unità nel corso della giornata.. e lui si ricorda tutto. Da un anno e tre mesi ho qualcuno che mi aiuta e mi è vicino in quella gestione quotidiana del diabete che di fatto non puoi condividere con altri.
A proposito di coindividere con altri... i genitori cosa pensano del microinfusore? Sono contenti. Devo dire che all’inizio io non ero molto convinto di questo passo. Loro sono stati supportivi, senza tuttavia spingermi troppo. Mio padre è così: mi ha sempre detto “certe scelte le devi fare tu”. “Se vuoi il mio parere”, ha aggiunto, “mi sembra una cosa buona”. Alllora ho pensato ‘tentar non nuoce’ e dopo quattro cinque giorni mi sono abituato, anzi più che abituato.
E l’idea di essere attaccati a una macchina, le paure... Sparite. Di tutte queste cose ‘non mi tange’.
Ultima modifica: 16/06/2009 |