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| Uscire la sera? Non è più un problema |
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Fino all'anno scorso la vita di Giuseppe era resa difficile dal diabete. Poi la qualità della vita del giovane pugliese è cambiata nettamente. Il primo passo è stato, nel marzo 2004, il passaggio a una terapia con analoghi lenti e rapidi. A settembre 2004 un ulteriore salto di qualità con il passaggio alla terapia con microinfusore «Oggi invece di una iniezione di ultrarapida, mi basta premere due tasti. Ma, soprattutto, questa è stata la grande vittoria, posso mangiare una pizza senza rischiare iperglicemie».
Comera la sua vita prima del microinfusore? Prima era tutto più difficile; uscendo con gli amici è normale che si decida all'ultimo momento cosa fare, quando andare a mangiare e dove. Io ero l'unico ad aver bisogno di orari fissi, a dover sapere con anticipo cosa avrei mangiato e a che ora, anche con il passaggio agli analoghi. Quando si usciva a cena, avevo bisogno di andare in bagno – che poi i bagni dei locali pubblici non sono un inno all'igiene – e di farmi una iniezione. Era difficile insomma essere spensierati. Il problema non esiste più. Oggi per esempio ho fatto con gli amici un giro in moto per il Gargano e abbiamo pranzato alle tre del pomeriggio. Una volta non sarebbe stato possibile.
La pizza è un ostacolo difficile... È vero per tutti gli amici con diabete che ho conosciuto, ma soprattutto per me. È un alimento con un indice glicemico molto particolare e mi alzava le glicemie fino alle 5 del mattino! Del resto cosa si fa da ragazzi in coppia o con il gruppo? Si va in pizzeria.
Superata la 'sfida pizza'... Ho affrontato la 'sfida mare'. L'anno scorso avevo deciso di iniziare la terapia con microinfusore in settembre apposta per non avere problemi. Quest'anno a luglio ho provato a recarmi alla spiaggia con il microinfusore ed è andata benissimo. Avevo un costume da bagno con una tasca interna e lo tenevo lì, togliendolo prima di buttarmi in acqua e stando attento ad asciugarmi bene prima di rimetterlo.
Qualità della vita a parte, il passaggio al microinfusore ha portato dei vantaggi clinici? Sicuramente sì. Per la prima volta posso seriamente pormi l'obiettivo di scendere sotto il 7% di emoglobina glicata. Dall'8,4% della terapia insulinica con analoghi sono arrivato a circa il 7,5%. Io ho sempre avuto difficoltà a mantenere la glicemia a norma dopo i pasti. Occorreva sempre un 'rabbocco' qualche ora dopo, col rischio di sbagliare e la noia di fare una o due iniezioni in più al giorno. Inoltre avevo anche un fenomeno Alba abbastanza marcato. Studiando la questione insieme al mio diabetologo abbiamo trovato la soluzione: nel primo caso raddoppio la velocità basale due ore dopo il pasto per un ora, nel secondo caso basta aumentare di un decimo di unità/ora la basale dalle 4 alle 5 di mattina.
Tutto qui? Sì, ma non è stato facile capire quali fossero il momento giusto e il dosaggio corretto. Per quel che riguarda i pasti, poi, ho imparato il calcolo dei carboidrati che è importante per godere appieno della libertà che il microinfusore consente.
La libertà è anche questione di calcoli... Probabilmente sì, a me comunque piacciono i conti precisi. Per l'attività fisica per esempio, con un amico anche lui con microinfusore mi sono iscritto a una palestra con gli apparecchi di ultima generazione, che calcolano il dispendio energetico richiesto da ogni esercizio. E abbiamo visto quanti carboidrati si bruciano in un'ora di esercizio in palestra: da 50 a 60.
Fa esercizio fisico tenendo il microinfusore? Sì. All'inizio come tutti mi intimidiva l'idea di essere sempre attaccato a qualcosa, ora mi va benissimo, è divenuto una parte di me e lo tolgo solo lo stretto necessario. Ma tornando all'esercizio fisico, per me è stato importante perché, oltre a tutto, soffrivo anche di ipoglicemie frequenti e non facili da correggere con la classica bustina di zucchero.
E ora? Le ipoglicemie sono più rare, sono più facili da gestire e soprattutto ho ripreso ad accorgermene in tempo. Cosa non secondaria per chi come me si trova spesso in un cantiere edile.
Ultima modifica: 17/12/2009 |
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