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| Stacco il micro e vado in Mondovisione |
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Niente male come inizio. A guardare il suo ‘saggio’ di danza c’erano, oltre ai parenti e agli amici, circa due miliardi di persone. Era il 10 febbraio 2006 e Valentina ‘debuttava’ insieme a un corpo di ballo nella spettacolare cerimonia di apertura dei XX Giochi Olimpici di Torino, trasmessa in mondovisione. Valeva davvero la pena di prepararsi per quattro mesi. Valentina è apparsa per almeno 25 minuti nel ruolo di sciatore e di ‘fiocco di neve’. Orgoglio infinito della mamma (e suo), giusto premio a una vita non priva di sacrifici. Valentina ha 15 anni e balla da quando ne aveva cinque.
E’ una cosa seria dunque! Si, lo è. Non è solo un passatempo. Volevo fortemente fare ballo quando avevo cinque anni e ho ancora più voglia adesso che ne ho 15 e inizio a vedere qualche frutto del mio impegno.
Quanto ti impegna? Tre volte alla settimana vado a danza in un Centro della mia città, questa estate parteciperò a due stage tenuti da maestri di danza molto noti, quelli che istruiscono i ballerini nella trasmissione Amici per capirsi. Ma non è solo questo. E’ un po’ tutta la giornata che si adegua a questa passione che spero diventerà, anzi resterà la mia vita.
Quindi pensi, dopo il diploma, di entrare in un Corpo di ballo? Ci sono diverse possibilità, tipicamente si studia in una accademia e ci si guarda un po’ intorno. Preferirei un corpo di ballo classico ovviamente ma amo anche la danza moderna.
Perchè dici che tutta la giornata si adegua alla passione per il ballo? Perchè per dare il meglio devi stare un po’ attenta a quello che mangi. Le ballerine non devono essere nè sovrappeso nè sottopeso, devi mantenerti in forma, dormire il giusto, non stressarti troppo. Non è difficile e non sono sacrifici, ma qualche attenzione ci vuole.
Sai che siamo a metà dell’intervista e non abbiamo ancora parlato del diabete? E’ giusto, perchè il diabete è venuto dopo, temporalmente, la passione per il ballo e viene dopo nei miei interessi. Tra l’altro le ‘regole’ per una buona ballerina e per un buon controllo del diabete coincidono quasi.
E dentro quel ‘quasi’, cosa c’è? Una passione per i dolci, una paura dell’ago che molti anni di diabete non hanno ridotto. Delle glicemie che comunque non erano proprio ottime.
Il microinfusore ha ridotto quel ‘quasi’? Esatto. Da quando ho messo il microinfusore, pochi mesi prima di iniziare le prove per la Cerimonia di apertura dei Giochi, le glicemie sono migliorate moltissimo, avendo imparato a usare il microinfusore e il calcolo dei carboidrati posso permettermi qualche dolce ogni tanto e le punture sono scese da 35 a 3 alla settimana. Anche se all’inizio, mettere l’agocannula mi faceva una impressione!
E il microinfusore lo tieni quando balli? Non dirmi che lo avevi anche a Torino No, mentre ballo lo stacco, posso stare anche due ore senza. Così ho fatto a Torino anche se l’ho staccato all’ultimo momento. Lo tengo invece durante gli allenamenti.
Ma gli altri aspetti del microinfusore, la flessibilità negli orari, poter far tardi la sera o la mattina dopo? Sono cose importanti ma io devo dire sono una ragazza che segue ritmi abbastanza regolari. La sera è difficile che faccia tardi. In discoteca poi non ci vado.
Paradossale! Non balli la sera? No, il ballo in discoteca è una cosa un po’ diversa da quello che piace a me….
Insomma sei una ragazza d’altri tempi: ami il balletto, non esci troppo la sera... Forse ma sono anche ben testarda e mi piace far casino. Sono una casinara d’altri tempi!
Ultima modifica: 16/06/2009 |
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